Che caldo! Che freddo! Che umidità! Che maccaia!
Che caldo! Che freddo! Che umidità! Che maccaia!
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Questo volume raccoglie per la prima volta gli scritti di Bianciardi su Rapallo tra il ’64 e il ’70, durante gli anni dell’esilio volontario a Sant’Anna. Ci troverete dentro gli umori neri e le dolcezze agre di un intellettuale in trincea con binocolo Zeiss e bicicletta verde; il ritratto impietoso della provincia ligure colonizzata dai milanesi in cerca di seconde case e la radiografia spietata degli infarti domenicali; il “tepidario lustrante” dei caffè vista mare e l’analisi lucida del boom economico, dei missili atlantici e della fiera del consumo alle soglie del ’68; infine gli affetti –Maria, i figli, gli amici– in un contrappunto costante tra la tana ligure e l’ombra ingombrante di Milano. A chiudere il cerchio, una ricca appendice di saggi, testimonianze (da Giovanni Pesce a Maria Jatosti) e carteggi che approfondiscono e restituiscono il valore di un autore che non ha mai smesso di dar fastidio. Perché se a Milano la vita è agra, a Rapallo la guerra continua.
