Corporea - Fabrizio Buratto
Corporea - Fabrizio Buratto
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Che cos’è un corpo quando lo si guarda davvero da vicino?
Corporea attraversa ossa, organi, nervi e fluidi come territori simbolici, intrecciando lessico anatomico e tensione lirica: il labirinto dell’orecchio richiama miti lontani, le vene diventano frondosi frattali, i confini tra individuo e universo si dissolvono. Come nell’uomo vitruviano, il corpo è qui inscritto in due figure: un cerchio stretto –la guerra, la tecnologia, la società– e un quadrato più ampio, immagine della natura e delle sue ramificazioni. Attraverso le butirriche vie della fermentazione dei morti, nel vagare indistinto del cosmo, o ancora nel piacere intenso di un orgasmo, Buratto si misura col paradossale tentativo di fare ordine tra le cose in caduta e riflette sulle ferite che infliggiamo agli altri: dallo specismo al razzismo, fino al deturpamento della Terra; come se ogni forma di violenza sul corpo altrui –umano, celeste, animale– fosse il riflesso distorto di ciò che non sappiamo accettare del nostro.
